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L'Intelligenza Artificiale dal punto di vista di un sedicenne

5 agosto 2026 · 7 min di lettura

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Salve a tutti, io sono Michele Cacciapuoti, uno studente di 16 anni che frequenta il liceo scientifico a Napoli. Sono appassionato di tecnologia da quando sono bambino e ho deciso di aprire il mio blog per condividere la mia vita in uno spazio personale dove parlo degli argomenti che più mi appassionano.

In questo primo articolo mi piacerebbe trattare il tema più gettonato del nostro periodo storico, l'AI. Negli ultimi tempi sta entrando sempre di più nella vita di ogni persona a prescindere dal ruolo nella società. Siamo in un punto dove quasi ogni persona ha provato qualche strumento AI e possiede una propria idea a riguardo. Il problema è che la disinformazione è tanta e non tutti sanno di preciso come usarla e quali potrebbero essere le conseguenze future.

Premetto che non sono un esperto e non ho alcun tipo di competenza specifica. Tuttavia dalla mia passione sull'argomento, dalle persone con cui ho parlato e da ciò che osservo ogni giorno, mi piacerebbe provare a strutturare una mia opinione sul tema. Vorrei trarre qualche riflessione che possa essere utile a qualche giovane come me, che si affaccia ad un futuro pieno di incertezza oppure per chi semplicemente vuole conoscere qualcosa in più sull'AI.

Dal punto di vista di un sedicenne

Nell'ultimo anno di liceo c'è stata una rivoluzione dell'intelligenza artificiale che l'ha portata ad essere parte integrante del sistema scolastico. Infatti, è stato anche scritto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito "Linee guida per l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche", firmate ad agosto 2025.

L'uso corretto ed etico dell'AI è un tema che mi sta molto a cuore perché ritengo sia importante ai fini del futuro e della propria crescita personale. Per i giovani soprattutto, infatti può diventare inconsapevolmente uno strumento dannoso perché non si hanno gli strumenti giusti per comprenderla al meglio. È quindi facile cadere nell'inganno di un uso negativo e controproducente che mette a rischio le nostre capacità cognitive.

Ma tra i miei coetanei, per cosa e in che modo viene usata?

Purtroppo, l'uso di questi strumenti è destinato nella stragrande maggioranza dei casi a trovare scorciatoie per risolvere più facilmente verifiche e compiti a casa. Noto che per molti dei miei compagni è un'app (ChatGPT) che ha una conoscenza illimitata e che può fare qualunque cosa. Più o meno tutti ormai hanno capito, per sentito dire oppure per prove sul campo, che l'AI spesso sbaglia e per informazioni nozionistiche non ci si può sempre fidare. Perché è uno strumento compiacente, significa che tende a darci ragione e quindi potenzialmente a mentirci.

Tuttavia, molti studenti preferiscono per pigrizia usare questi strumenti, nella speranza che le informazioni siano quanto più verosimili possibili alla realtà, ottenendo risposte spiegate in maniera facile ed immediata. È possibile inoltre ricorrere a ricerche sbagliate con uso di fonti non autorevoli. Tutto ciò può portare alla carenza del pensiero critico, che risulta oggi una delle skill più importanti: con queste nuove tecnologie e con i miliardi di input che si ricevono ogni giorno, è necessario saper filtrare le informazioni.

Ritengo che il problema principale sia che gli studenti dovrebbero capire che il problema non sta nell'eliminare l'AI nelle verifiche in classe — forse quello è il male minore, perché è semplicemente un nuovo metodo per copiare. Ma è l'uso dell'AI e delle nuove tecnologie che dovrebbe essere educato, per fare in modo che ogni persona la usi nella maniera migliore possibile. A scuola si potrebbe sfruttare un'ora a settimana per educare gli studenti a questo tema tramite esperti che li aiutino a comprendere come sfruttarla, e per capire in quali contesti è bene usarla e in quali no. Tutto ciò per fare in modo che si sviluppi un utilizzo consapevole che ci porti ad essere efficienti, mantenendo la qualità del nostro lavoro, crescendo e arricchendo le nostre competenze.

Come personalmente sfrutto l'AI

L'uso di strumenti di intelligenza artificiale è inevitabile: per quanto possiamo cercare di evitarli, ci ritroviamo in alcuni momenti in cui possono solo portare benefici, aumentando l'efficienza e la qualità di ciò che facciamo.

Come la uso?

In primo luogo uso l'AI per la pianificazione. Grazie a un workflow che ho sviluppato con Claude Code, riesco a organizzare tutta la mia vita. Con sistemi che perfeziono di volta in volta, ogni mattina o pomeriggio ottengo un briefing che mi aiuta a pianificare e schedulare i miei impegni. Così mi è più facile avere un quadro generale tra sport, scuola e progetti personali. Faccio tutto questo principalmente tramite file .md, che si aggiornano man mano con le mie informazioni personali. Spero di raccontare presto il mio workflow e come lo alterno ai miei quaderni.

Nello studio cerco di usarla principalmente per il testing. Allego nel chatbot le foto dei documenti di ciò che sto studiando, così che possa comprendere al meglio i concetti ed evitare errori. Dopodiché le faccio generare diverse domande sull'argomento per mettermi alla prova e verificare se l'ho compreso davvero.

Se qualcosa non mi è chiaro, posso anche usare strumenti come NotebookLM, un tool di Google specifico per studiare a partire da informazioni fornite da noi: genera riassunti, mappe concettuali, flashcard e possiamo porgli domande. Questo lo rende più affidabile perché deve rielaborare solo i dati che gli abbiamo fornito; inoltre, fornisce sempre un riferimento al testo integrale, così da poter approfondire. Questo limita le allucinazioni e aiuta in un apprendimento più efficace.

Infine, nella quotidianità un uso molto frequente è quello del brainstorming. È un ottimo supporto per ragionare e pensare a qualcosa di nuovo. Ad esempio, se ho un'idea per una possibile startup che vende computer, in pochi secondi riesco, a partire da pochi input, a formalizzarla, individuarne le criticità e sviluppare nuove idee. Come spiegato nella prossima sezione, infatti, diventerà sempre più facile creare qualcosa di innovativo e si potrà lanciare il proprio progetto anche con pochi mezzi.

Come sta impattando l'intelligenza artificiale sul lavoro

In linea generale l'AI sta avendo maggior impatto sulla risoluzione di task. In molte aziende, lavori che sarebbero stati delegati a persone specializzate e stipendiate ora potranno essere automatizzati più facilmente grazie ad un abbonamento di 20 euro al mese per un AI agent. Quindi nella maggior parte dei casi si comincerà a preferire di assumere un'intelligenza artificiale invece di una persona, soprattutto per minimizzare i costi.

Per capire ancora meglio questo concetto facciamo un esempio pratico di una startup che vuole lanciare la propria idea di business online. Prima aveva bisogno di più persone per concretizzare un progetto, adesso invece è possibile sfruttare il vibe coding, il quale è un nuovo approccio alla programmazione che sfrutta l'intelligenza artificiale per generare codice a partire da descrizioni in linguaggio naturale, invece di scrivere manualmente ogni riga di codice. Chi non ha mai avuto esperienza con la programmazione può sviluppare un'app oppure un sito web partendo da un prompt.

La prima osservazione da fare è quindi quella che sarà più facile lanciare una propria idea di business. Una o due persone con voglia di fare in poco tempo possono lanciare il proprio progetto online con ottimi risultati e con costi ridotti. Alla luce di ciò possiamo dedurre che sin da oggi è bene cercare di avere una mentalità flessibile, basata sull'avere una visione di insieme piuttosto che sul piccolo dettaglio. Il mondo sta cambiando e noi dobbiamo evolverci, per quanto possibile, insieme ad esso. L'essere specializzati ed essere eccellente in un campo premierà sempre, tuttavia concentrarsi per tutta la vita sul saper fare una singola cosa è rischioso, perché nel momento in cui quel processo verrà automatizzato ci si può ritrovare nel non sapere più che fare. In conclusione è bene valutare il fatto che in futuro diventerà la normalità operare su campi differenti del nostro lavoro ed essere più flessibili.

Come bisogna comportarsi?

Ci si potrebbe interrogare alla fine di questo articolo su cosa bisogna fare dinanzi a tutto ciò e su cosa accadrà nei prossimi anni. Attualmente è difficile saperlo perché ogni giorno assistiamo ad una nuova rivoluzione ed è impossibile prevedere il futuro nel lungo termine. Però io credo che in questo momento storico e della nostra vita la cosa più importante da fare è mettere il focus sul formarsi nel modo migliore possibile, accrescere il nostro pensiero critico e aumentare le nostre skill e conoscenze. Siamo proiettati verso un mondo incerto che cerca di manipolarci attraverso la rete e i canali d'informazione, e solo la conoscenza e lo sviluppo della nostra mente possono essere la salvezza.

P.S. l'intero articolo l'ho scritto a mano e ho evitato il più possibile l'uso di qualsiasi forma di AI.

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